L’economia verde crea in Italia 100 miliardi di valore aggiunto

L’economia verde crea in Italia 100 miliardi di valore aggiunto

Avvenire – 5 novembre 2014

La green economy continua a produrne fatturato, posti di lavoro e sviluppo. Con numeri sempre più ragguardevoli. Lo dimostra l’ultimo rapporto
“Greenitaly 2014” di Unioncamere e Fondazione Symbola Il “peso” di questa economia vale oggi circa 101 miliardi di euro di valore aggiunto, il 10,2% del totale e 3 milioni di posti di lavoro.

Andrea D’Agostino

La green economy continua a produrre fatturato, posti di lavoro e sviluppo.
Con numeri sempre più ragguardevoli. Lo dimostra l’ultimo rapporto
“GreenItaly 2014” di Unioncamere e Fondazione Symbola, presentato ieri a Roma, che da cinque anni fotografa le eccellenze dell’economia verde nazionale. Il “peso” di questa economia vale oggi circa 101 miliardi di euro di valore aggiunto, il 10,2% del totale e 3 milioni di posti di lavoro, per oltre 341mila aziende italiane dell’industria e dei servizi che dal 2008 ad oggi hanno investito in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di anidride carbonica. Dall’inizio della crisi, più di un’azienda su cinque ha scommesso sul green e in ogni settore: dall’high tech all’agroalimentare, dall’edilizia alla manifattura alla chimica, dall’energia ai rifiuti. Una scelta che si è rivelata vincente: nella manifattura, ad esempio, il 25,8% delle imprese “eco-investitrici” ha visto crescere nel 2013 il proprio fatturato, contro il 17,5% di quelle che non vi hanno investito. Le prime sono anche più forti all’estero: il 44% esporta stabilmente, contro il 24% di quelle che non investono. Come posti di lavoro, sono quasi tre milioni i “green jobs”, a cui si aggiungono le 50.700 figure professionali “verdi” e 183.300 figure che abbiano competenze green previste nelle assunzioni programmate dalle aziende dell’industria e dei servizi per il 2014. Nell’insieme si tratta di 234mila assunzioni, equivalenti al 61% della domanda di lavoro. Il “fattore green” è determinante anche nello stimolare nuove assunzioni: il 26,6% delle imprese eco-investitrici prevede infatti di assumere nel 2014 contro il 12,1 delle non investitrici. E per quanto riguarda le nuove imprese, nel primo semestre del 2014 quasi 33.500 start-up hanno investito in prodotti e tecnologie verdi già nei primi mesi di vita o prevedono di farlo nei prossimi 12 mesi, pari al 37,1% del totale di tutte le aziende nate nei primi sei mesi di quest’anno. Il nostro Paese può così vantare vanta importanti primati: siamo ad esempio i campioni europei nell’industria del riciclo dato che, a fronte di un avvio a recupero industriale di 163 milioni di tonnellate di rifiuti su scala europea, nel nostro Paese ne sono state recuperate 24,1 milioni di tonnellate. Si tratta del valore assoluto più elevato tra tutti i Paesi europei, più alto persino della Germania «La cultura green – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – non è più soltanto patrimonio di una piccola cerchia di illuminati ma un orientamento che sta conquistando gran parte dei nostri connazionali, visto che quasi otto italiani su dieci dichiarano di preferire prodotti eco-sostenibili; una constatazione che deve ancora di più valorizzare l’atteggiamento seguito dalle nostre imprese».

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