Allarme sicurezza tra i commercianti la criminalità pesa per oltre 26 miliardi

Allarme sicurezza tra i commercianti la criminalità pesa per oltre 26 miliardi

la Repubblica – 27 novembre 2014

Indagine di Gfk Eurisko-Confcommercio sono a rischio 260 mila posti regolari maggiori timori al Sud e nelle metropoli. Racket ed usura sono in aumento e colpiscono sia le famiglie che le piccole imprese

Rosaria Amato

Minacciati costantemente dalla criminalità, e non solo dalle grandi organizzazioni, ma anche dai delinquenti comuni. Sottoposti costantemente a taccheggio, spesso in condizioni di dover ricorrere all’usura: il 47% dei commercianti ritiene che i livelli di sicurezza per la propria attività siano peggiorati negli anni della crisi, tra il 2008 e il 2013. La percentuale sale al 58% nelle grandi città del Centro-Sud e al 63% per i tabaccai. Ma forse il dato più allarmante che emerge dall’indagine Confcommercio-Gfk Eurisko sui fenomeni criminali, presentata in occasione della Giornata di mobilitazione “Legalità, mi piace!”, è che molti operatori si stanno arrendendo, stanno cedendo alle minacce. L’anno scorso infatti il 60% degli intervistati dichiara di aver respinto le richieste di estorsione, contro il 73% del 2007. E anche chi dichiara di aver accettato sale al 27% dal 19% del 2007. I danni economici sono ingenti: l’indagine stima che per l’intero settore del commercio, alberghi e pubblici esercizi, le perdite subite a causa delle attività illegali arrivino nel 2014 a 26,5 miliardi di euro, pari al 12,4% del valore aggiunto. Pesanti anche le ricadute sugli occupati: a rischio a causa delle attività criminali 260.000 posti di lavoro regolari. Il problema naturalmente non è appena del settore, è dell’intero Paese, sottolinea il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli: «Più la crisi si protrae, più la forza di reagire si affievolisce da parte della singola impresa in regola. E noi non possiamo permettercelo, non solo moralmente, ma anche come sistema Paese. Sicurezza e legalità sono infatti prerequisiti di una democrazia compiuta, ma sono anche condizioni necessarie per un’economia sana e un mercato che funziona . Il peggioramento delle condizioni di sicurezza per le attività cornmerciali non è limitato alle Regioni del Mezzogiorno, ma emerge anche in aree considerate più tranquille e più prospere: nelle Marche la percezione di insicurezza è peggiorata per il 55% degli intervistati contro la media nazionale del 47%; in Lombardia siamo al 50%, nel Lazio al 54%, in Emilia Romagna al 59%. Anche chi non subisce pressioni dalla criminalità organizzata deve magari guardarsi dal taccheggio (55%), un fenomeno molto accentuato dalla crisi; in crescita anche i furti (68%). Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, intervenendo al convegno, ha annunciato di aver appena firmato una direttiva ai prefetti e ai questori contre la contraffazione e l’abusivismo commerciale, e ha invitato i commercianti a denunciare estorsori ed usurai, assicurando che lo Stato sarà sempre al loro fianco. Tuttavia, secondo il ministro i fenomeni criminali contro il commercio sono in diminuzione: in particolare negli ultimi dodici mesi si è registrato un «decremento del 15% nelle estorsioni, mentre i casi di usura sono scesi del 28,5%». Perplessa Rosanna Montalto, vicepresidente Confcommercio Palermo: «Secondo i nostri dati regionali i reati di racket ed usura sono in aumento e colpiscono in maniera trasversale famiglie e piccole imprese. Non capisco come i dati a disposizione del ministro Alfano indichino invece una diminuzione».

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