Bilancio d’esercizio, via alla nuova tassonomia

Bilancio d’esercizio, via alla nuova tassonomia

Italia Oggi – 23 dicembre 2014

La nuova tassonomia integrata del bilancio d’esercizio, capace di codificare pure la nota integrativa, è obbligatoria. E’ stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 294 del 19 dicembre 2014 l’avviso del Ministero dello sviluppo economico che accerta la disponibilità della nuova tassonomia, versione 2014-11-17, che dovrà essere utilizzata per le pratiche di deposito a partire dal 3 marzo 2015.
Il nuovo vocabolario interesserà, quindi, quasi un milione di società di capitali italiane.

Andrea Fradeani

La nuova tassonomia integrata del bilancio d’esercizio, capace di codificare pure la nota integrativa, è obbligatoria. E’ stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 294 del 19 dicembre 2014 l’avviso del Ministero dello sviluppo economico che accerta la disponibilità della nuova tassonomia, versione 2014-11-17, che dovrà essere utilizzata per le pratiche di deposito a partire dal 3 marzo 2015. Il nuovo vocabolario interesserà, quindi, quasi un milione di società di capitali italiane, anche quelle di medie e piccole dimensioni. Esclusi dalle nuove specifiche, invece, i consorzi con attività esterna visto che il termine per l’invio della loro situazione patrimoniale al Registro delle imprese scadrà il 2 marzo 2015 (il 28 febbraio cade di sabato). La nuova tassonomia, che ha già ottenuto il parere favorevole dell’Organismo italiano di contabilità, cambia il volto della nota integrativa: i redattori dovranno rimappare il contenuto informativo del terzo prospetto che compone il bilancio d’esercizio, tanto per la parte discorsiva quanto per quella tabellizzabile, abbandonando la struttura logica fino ad ora seguita in favore di quella standard dettata dal formato elettronico. E’ inoltre prevista la possibilità, grazie all’impiego di codice xHTML nei campi di testo, di personalizzare le tabelle predefinite (53 per l’ordinario e 24 per l’abbreviato) o di introdurne delle nuove (ad esempio, per il rendiconto finanziario). Le informazioni non seguono l’ordine numerico dettato dall’art. 2427 c.c. bensì, anticipando la nuova direttiva sui bilanci d’esercizio, quello delle voci di bilancio. B documento viene diviso in cinque sezioni: una parte iniziale descrittiva liberamente compilabile dove possono essere indicati, fra l’altro, anche i criteri contabili adottati; quindi la sezione dedicata alle informazioni, le variazioni e i commenti delle voci dello stato patrimoniale e dei conti d’ordine; di seguito la parte riferita al conto economico; poi una sezione residuale dedicata ad altre informazioni di varia natura (ad esempio i dati sull’occupazione e i compensi per gli organi sociali); infine un campo testuale liberamente compilabile in cui offrire le conclusioni, dove possono essere ospitate pure le indicazioni sulla destinazione del reddito di periodo. Restyling pure per i prospetti quantitativi, ora esclusivamente in versione ordinaria e abbreviata. Dal netto spariscono, visto l’aggiornato principio contabile 28, voci ormai desuete quali le riserve per rinnovamento di impianti e macchinari, ammortamento anticipato, da condono fiscale e gli acconti su dividendi. Eliminate inoltre, vista l’irrilevanza, le voci sugli arrotondamenti all’unità di euro. Le nuove previsioni del principio contabile 15 sulla cancellazione dei crediti hanno imposto, infine, l’eliminazione del pro solvendo dalla voce, nei conti d’ordine, relativa ai crediti ceduti.

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