Le società di capitale sono ancora una minoranza

Le società di capitale sono ancora una minoranza

Il Sole 24 Ore – Agrisole – 20 marzo 2015

Una fotografia delle stalle italiane. A scattarla è un rapporto InfoCamere che ha censito le imprese di allevamento di bovini e bufale da latte in Italia. Su 41.215 stalle al 31 dicembre 2014, quelle con addetti sono circa la metà, e cioè 27.718, per complessivi 53.718 occupati. La maggior parte, un segno comune al settore agricolo nel suo complesso, è rappresentata da ditte individuali (25.143) che impiegano 43.718 lavoratori e con una media di 1,7 addetti.

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Annamaria Capparelli

Una fotografia delle stalle italiane. A scattarla è un rapporto Infocamere che ha censito le imprese di allevamento di bovini e bufale da latte in Italia. Su 41.215 stalle al 31 dicembre 2014, quelle con addetti sono circa la metà, e cioè 27.718, per complessivi 53.718 occupati. La maggior parte, un segno comune al settore agricolo nel suo complesso, è rappresentata da ditte individuali (25.143) che impiegano 43.718 lavoratori e con una media di 1,7 addetti. Poco pia di 2mila sono invece le società di persone, con 5.548 addetti (la media è di 2,6). Le società di capitale invece sono ancora una elite: 262 per 2.359 addetti e una media che schizza a 9. Si tratta dunque dello zoccolo duro delle imprese pia avanzate del settore. Anche nel latte, infatti, c’è ancora una presenza diffusa di aziende con pochi addetti: nella classe di un addetto, infatti, si colloca quasi il 59% delle aziende, il 39,2% tra 2 e 5 addetti, il 2% tra 6 e 9 e solo 1’1% con pia di dieci addetti. Ancora un dato, dunque, che conferma la forte frammentazione del settore. Che è caratterizzato anche da una costante perdita di unità operative. La variazione di stock 2014/13, sempre secondo i dati elaborati da Unioncamere, è stata di -2,8%, quella tra il 2013 e il 2012 del -4% e ancora -2,8% per il 2012/2011. Nel triennio il saldo è negativo per 9,4 per cento. Dunque in tre anni si sono perse 4.285 aziende. Analizzando la mappa regione per regione la variazione negativa pia pesante dello stock 2013-2012, se si esclude la Liguria (-8,8%) è del Veneto (-7,2%), seguita da Valle d’Aosta (-6,5%) e Toscana (6,3 per cento). Ridimensionamento significativo della variazione dello stock anche in Abruzzo (5,6%), Sardegna ( 5,4%), Piemonte (4,6%), Friuli Venezia Giulia (4,3%) e Molise (4,5 per cento). Si attenua il calo tra il 2013 e il 2014 con una media che dal -4% del periodo precedente si ferma al -2,8 per cento. Ma la classifica regionale del bilancio negativo (in un anno si sono perse 1.209 imprese) ricalca la precedente.

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