La Pec è valida solo se esclusiva

La Pec è valida solo se esclusiva

Il Sole 24 Ore – 27 maggio 2015

In una direttiva adottata dal Mise di concerto con il dicastero della Giustizia il 27 aprile scorso, si stabilisce che l’iscrizione al Registro delle imprese dell’indirizzo di posta elettronica certificata di un’impresa è legittimamente effettuata solo se detto indirizzo è nella «titolarità esclusiva» della medesima. Quindi, lo stesso indirizzo Pec non può essere riferito a una pluralità di soggetti (individuali o societari, non importa) iscritti nel Registro delle imprese.

Angelo Busani

In un’altra direttiva adottata dal Mise di concerto con il dicastero della Giustizia il 27 aprile scorso, si stabilisce anzitutto che l’iscrizione al Registro delle imprese dell’indirizzo di posta elettronica certificata di un’impresa è legittimamente effettuata solo se detto indirizzo è nella «titolarità esclusiva» della medesima. Quindi, lo stesso indirizzo Pec non può essere riferito a una pluralità di soggetti (individuali o societari, non importa) iscritti nel Registro delle imprese. Viene disposto che, prima di procedere all’iscrizione di un indirizzo Pec, il Registro imprese verifica sia che l’indirizzo non risulti già assegnato ad altra impresa sia che non si tratti di un indirizzo «inattivo» (in tal caso il richiedente viene invitato a indicare un nuovo indirizzo «attivo» entro un congruo termine, pena il rigetto della domanda d’iscrizione). Il soggetto che dunque non regolarizza non subisce una sanzione pecuniaria: l’impresa che non ha indirizzo (o che aveva un indirizzo poi cancellato) e che presenti al Registro imprese un’istanza di iscrizione, riceve un provvedimento di sospensione per “stimolare” l’ integrazione dell’istanza con la comunicazione di un indirizzo di posta elettronica certificata proprio e corrispondente a una casella attiva. Se perdura questo stato di omessa comunicazione si giunge infine al rigetto dell’istanza, la quale «si intende non presentata», con conseguente applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria prescritta per l’omissione degli adempimenti pubblicitari; inoltre, si determina l’apertura del procedimento per l’iscrizione d’ufficio, ai sensi dell’articolo 2190 del codice civile, dell’atto o della notizia oggetto dell’istanza considerata come non presentata. Capitale sociale Dopo la fase di costituzione della società, si possono avere diverse ipotesi di variazione del capitale sociale a causa dei versamenti che i soci effettuino. Secondo una terza direttiva Mise-Giustizia – anche le modifiche al capitale versato delle Srl e delle Spa sono oggetto di un autonomo obbligo di iscrizione nel Registro delle imprese; obbligati all’adempimento sono gli amministratori della società nel termine di 30 giorni dal momento in cui la società ha ricevuto il versamento (il ritardo o l’omissione comporta l’applicazione, nei confronti di ciascuno degli obbligati, delle sanzioni previste dall’articolo 2630 del codice civile).

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