L’export traina il tessile-moda

L’export traina il tessile-moda

Il Sole 24 Ore – 10 giugno 2015

Nel 2014 3,8% le vendite all’estero, quest’anno stimato un 6,8% vicino a quota 30 miliardi. Ma non mancano le difficoltà: nel 2009 il settore contava quasi 55mila aziende per poco meno di mezzo milione di addetti; nel 2014 le imprese erano 47.600 (-2% sul 2013) e gli addetti 406mila (-14% sul 2013).

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Giulia Crivelli

«La crisi è stata lunga e in alcuni anni i crolli sono stati drastici. Ora possiamo dire che la ripresa è arrivata: nel 2014 il settore è cresciuto del 2,7% a 52 miliardi e per il 2015 prevediamo un ulteriore aumento del fatturato del 3,8%. Ma ci vorrà del tempo per tornare ai livelli pre-2008 e per recuperare terreno sull’occupazione, oltre che su export e produzione». Claudio Marenzi, presidente di Sistema moda Italia, parte dai dati positivi dell’industria del tessile-moda, finalmente quasi omogenei all’intera filiera: la parte a monte, il tessile, è cresciuto del 2,5%, quella a valle, l’abbigliamento-moda, del 2,8%. Ma non nasconde le difficoltà: nel 2009 il settore contava quasi 55mila aziende per poco meno di mezzo milione di addetti; nel 2014 le imprese erano 47.600 (-2% sul 2013) e gli addetti 4o6mila (-14% sul 2013). Le buone notizie vengono ancora una volta dall’export, vista la perdurante stagnazione del mercato interno: «Nel 2014 l’export è aumentato del 3,8%, arrivando a 28,5 miliardi, pari al 54,7% del fatturato totale, e il saldo comerciale è rimasto ampiamente positivo, per 9,2 miliardi – ha precisato Marenzi -. Per il 2015, grazie al modello previsionale elaborato da Smi con l’università Liuc di Castellanza, prevediamo un aumento dell’export quasi doppio rispetto al 2014, del 6,8%, favorito dal cambio euro/dollaro. Alla fine dell’anno le esportazioni passeranno quindi dai 286 miliardi del 2014 a circa 30. A patto che non si verifichino altri scossoni valutari o crisi internazionali, sempre difficili da prevedere». In realtà un pericolo di medio periodo Marenzi lo vede e s on o le sanzioni alla Russia invocate al G7 di Monaco dal presidente americano Barack Obama. «Spero che l’Italia e l’Unione europea si oppongano. Le sanzioni contro Mosca vengono presentate come una punizione politica alle mosse di Vladimir Putin, ma io credo siano anche un modo che l’amministrazione americana ha di fare politica economica “contro” l’Unione europea». In occasione dei dieci anni di Sistema moda Italia (l’associazione nacque nel 2005 dalla fusione di molte altre organizzazioni di rappresentanza del settore), Marenzi ha presentato poi un’importante novità decisa dall’assemblea di Smi, la creazione della “Commissione sostenibilità, ricerca e innovazione”, che ambisce a essere il punto di riferimento per l’intera filiera. «La Commissione sarà presieduta da Andrea Crespi di Eurojersey e si riunirà per la prima volta il 25 giugno – ha aggiunto il presidente di Smi-. Verrà subito istituito un tavolo unico dove tutti gli attori della filiera potranno portare e discutere le loro esigenze, problematiche e proposte di soluzione in merito agli standard di sostenibilità di tutte le fasi della produzione». A margine dell’assemblea Smi, Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, ha confermato che «il tessile-abbigliamento è un pilastro del commercio estero italiano». Il contributo al surplus con l’estero dell’Abbigliamento-moda-cosmetici è pari a 26 miliardi ed è il secondo per importanza tra le “4A” del made in Italy, dopo quello del comparto Alimentare-vini (84 miliardi), ma prima di quello dell’Arredo-casa (12 miliardi) e dell’Automa-zione-meccanica-plastica-gom-ma (7 miliardi), ha spiegato l’economista. «L’attivo manifatturiero italiano è storicamente generato dalle 4A – ha ricordato Fortis -. Su di esso pesa purtroppo il passivo dell’energia e degli altri settori a minore specializzazione del nostro Paese». Sull’eventualità di sanzioni alla Russia è intervenuta infine Lisa Ferrarini, vicepresidente per l’Europa di Confindustria: «Ci vogliono anni per costruire un mercato, come molte aziende del tessile-moda hanno fatto con la Russia. Vederlo crollare per sanzioni dal sapore politico è terribile e non sarà facile aprirne altri dal giorno alla mattina». L’imprenditrice, in piena sintonia con Claudio Marenzi, ha poi ribadito l’impegno di Confindustria nella battaglia per il “made in”, auspicando fm da ora una collaborazione con la neo costituita Commissione per la sostenibilità istituita da Smi.

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