Da luglio le istanze per l’artigiano 2.0

Da luglio le istanze per l’artigiano 2.0

Italia Oggi – 13 giugno 2015

Dal 1 luglio via libera alle domande per l’accesso agli oltre 9 mln di euro stanziati per le reti d’imprese per l’artigianato digitale. Le istanze dovranno essere trasmesse tramite posta elettronica certificata all’indirizzo: dgiai.artigianatodigitale@pec.mise.gov.it. Potranno presentare le domande le reti di imprese (associazioni temporanee di imprese, raggruppamenti temporanei di imprese, contratti di rete) ovvero i consorzi che siano costituiti da almeno 15 imprese e vedano al loro interno la presenza di imprese artigiane ovvero microimprese in misura almeno pari al 50% dei partecipanti.

Dal 1 luglio via libera alle domande per l’accesso agli oltre 9 mln di euro stanziati per le reti d’imprese per l’artigianato digitale. Le istanze dovranno essere trasmesse tramite posta elettronica certificata all’indirizzo: dgiai.artigianatodigitale@pec.mise.gov.it. Potranno presentare le domande le reti di imprese (associazioni temporanee di imprese, raggruppamenti temporanei di imprese, contratti di rete) ovvero i consorzi che siano costituiti da almeno 15 imprese e vedano al loro interno la presenza di imprese artigiane ovvero microimprese in misura almeno pari al 50% dei partecipanti. Tutto questo lo prevede il decreto direttoriale Mise del 11 maggio 2015 firmato dal direttore generale per gli incentivi alle imprese del ministero dello sviluppo economico che si appresta ad approdare in Gazzetta Ufficiale. I programmi dovranno essere finalizzati al conseguimento di uno o più dei seguenti obiettivi dello strumento agevolativo: creazione di centri di sviluppo di software e hardware a codice sorgente aperto per la crescita e il trasferimento di conoscenze alle scuole, alla cittadinanza, agli artigiani e alle microimprese, creazione di centri per l’incubazione di realtà innovative nel mondo dell’artigianato digitale, creazione di centri per servizi di fabbricazione digitale rivolti ad artigiani e a microimprese, messa a disposizione di tecnologie di fabbricazione digitale e creazione di nuove realtà artigianali o reti manifatturiere incentrate sulle tecnologie di fabbricazione digitale. Devono inoltre prevedere spese ammissibili, al netto dell’Iva, non inferiori a euro 100 mln e non superiori a euro 1.400.000, una durata non inferiore a 24 mesi e non superiore a 36 mesi dalla data di ricezione del decreto di concessione e forme di collaborazione con Istituti di ricerca pubblici, università, Istituzioni scolastiche autonome, Imprese ed enti autonomi con funzioni di rappresentanza del tessuto produttivo.

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