Le Pmi fanno leva sull’innovazione

Le Pmi fanno leva sull’innovazione

Il Sole 24 Ore – 5 ottobre 2015

Sono quasi cinquanta le aziende iscritte alla sezione speciale per le Pmi innovative. Una partenza al rallentatore a causa dell’obbligo del bilancio certificato. Ma ora sta crescendo il numero degli strumenti a supporto delle realtà innovative mentre il governo studia la revisione degli ammortamenti.

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Enrico Netti

Il mondo del credito a supporto delle aziende che innovano. Un roadshow di Confindustria e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Mise e Mef, per fare conoscere le opportunità e gli strumenti dell’Investment compact. La concreta possibilità che il Governo riveda il meccanismo degli ammortamenti. Per finire con una indagine per capire quali e quante sono le piccole aziende che puntano al rinnovamento. Sono questi alcuni mattoni con cui si sta rilanciando l’innovazione tra le Pmi italiane. «Ho notato un miglioramento nel rapporto con il sistema creditizio perché l’iscrizione nella sezione delle Pmi innovative ha raccolto l’interesse delle banche – racconta Diego Mingarelli, amministratore unico della Diasen, azienda del settore dell’edilizia ecologica tra le prime dieci a scegliere l’opportunità offerta dall’Investment compact -. È uno strumento in più e spero consenta un accesso al credito a condizioni più favorevoli». La Pmi marchigiana ha una presenza commerciale in 65 paesi, un giro d’affari di circa otto milioni e investe in R&S circa il 50,6 del fatturato. L’iscrizione ha anche agevolato in contatto con alcune università europee «con l’obiettivo di stringere delle partnership e così valorizzare il nostro know-how» aggiunge Mingarelli. Una situazione comune a quella di molte migliaia di Pmi italiane che hanno l’innovazione nel loro Dna e che potenzialmente rappresentano le motrici del treno della ripresa. Finora invece sono state poche, siamo vicini a quota 5o, quelle iscritte all’apposita sezione. Del resto la misura contenuta nell’Investment compact è giovane e, tra i requisiti, prevede la certificazione dell’ultimo bilancio. Una prassi adottata da una frazione della potenziale platea che Alberto Baban, presidente della Piccola Industria Confindustria identifica in circa 10mila aziende. «E’ necessario il bilancio certificato e questo è il punto debole delle Pmi», conferma Fabrizio Pagani, capo segreteria tecnica del ministro dell’Economia e delle Finanze Padoan che anticipa:«In tema di innovazione una delle ipotesi di lavoro nella legge di Stabilità 2016 è la maggiorazione della quota di ammortamento sul modello francese della legge Macron. Oltralpe, per esempio, a fronte dell’investimento di loo si puòdedurrei4o». Del resto poter contare su un pacchetto di incentivi che agevolano l’aggiornamento si rivela uno strumento chiave per tenere il passo con i competitor. Tra i vantaggi offerti ci sono la deroga alla disciplina societaria ordinaria, di semplificazione, come l’accesso al Fondo di garanzia, e di tipo fiscale come le agevolazioni riservate a chi investe in questo tipo di imprese,al pari delle start up. Per fare conoscere il nuovo impianto normativo in materia di innovazione alle imprese sul territorio Confindustria e Intesa Sanpaolo in collaborazione con Mise e Mef, sono impegnate in un roadshow che giovedì farà tappa a Vicenza. Giovedì scorso ha visto il via il fondo di venture capital del Governo per le start up e le Pmiinnovative ad alto potenziale di crescita. Il fondo ha un patrimonio di 5o milioni del Mise e opererà solo in cofinanziamento con operatori privati. Un modello analogo a quello adottato in Israele, paese ad alta concentrazione di startup. «Si va nella giusta direzione-aggiunge Jacopo Brunelli, principal di Boston consulting group – e sul fronte innovazione si fanno progressi. Ora serve una politica industriale, una visione di lungo termine che guarda oltre il decennio per potere pensare al manifatturiero del futuro». Anche il mondo del credito rafforzal’arsenale degli strumenti a disposizione delle imprese. «In linea con l’orientamento di estendere alle Pmi innovative i vantaggi delle start up – aggiunge Stefano Barrese, responsabile Area sales e marketing di Intesa Sanpaolo – da tempo abbiamo attivato diversi strumenti commerciali, fmanziari, di consulenza e di formazione utili alle imprese per sviluppare innovazione». Tra questi c’è la piattaforma Tech Marketplace, oggetto di un accordo con Confmdustria, che conta già più di mille imprese. Qui si incontrano domanda e offerta di innovazione, anche tra aziende di piccole dimensioni che da sole spesso faticano a trovare le risorse da investire. AI via anche l’indagine, il banner è sul sito di Confmdustria, «Sei una Pmi innovativa?» realizzata da Intesa Sanpaolo e Piccola Industria Confmdustria, per valutare quante e quali sono, o possono essere, queste realtà in Italia.

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