Startup, oltre 5mila a caccia di venture capital

Startup, oltre 5mila a caccia di venture capital

Il Sole 24 Ore – 17 dicembre 2015

Sono oltre 5mila e crescono a buon ritmo ma continuano a soffrire l’assenza di un mercato del venture capital adeguato. La relazione annuale del ministero dello Sviluppo economico al Parlamento sulla normativa a sostegno delle startup e delle Pmi innovative conferma la fertilità del sistema, pur evidenziando diversi capitoli ancora aperti e complessi.

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Carmine Fotina

Sono oltre 5mila e crescono a buon ritmo ma continuano a soffrire l’assenza di un mercato del venture capital adeguato. La relazione annuale del ministero dello Sviluppo economico al Parlamento sulla normativa a sostegno delle startup e delle Pmi innovative conferma la fertilità del sistema, pur evidenziando diversi capitoli ancora aperti e complessi.

Il bilancio

A tre anni dal varo del decreto «crescita 2.0» le startup innovative sono 5.044, di cui 1.500 circa fondate nel 2014 e altrettante nel 2015. Nel 79,3% di casi si tratta di srl, nel 14,3% di srl semplificate. La Lo mbard ia la regi one p iù prolifica (1.090) ma buoni risultati arrivano anche dal Sud (161 a Napoli). Poco meno di un terzo (1.504) è attivo nel settore informatico e del digitale, il 68% ha un fatturato inferiore a 100mila euro, solo il 6% varca i 500mila euro. A fine settembre gli addetti complessivi erano 4.891, i soci 18.677 e in nove mesi il numero delle persone compl es sivamente coi nv olte è cre sciuto dell’80%. Tra cessazione e perdita dei requisiti, sono meno di 60 le imprese uscite dal registro dall’inizio del 2014 allo scorso giugno. Molte di queste imprese – sottolinea la relazione per spiegare questo dato, più basso rispetto ad altri Paesi – si stanno limitando a impostare l’attività senza essere ancora entrate nel vivo del mercato. «Il sistema sta crescendo al ritmo di 30-40 startup a settimana – sintetizza Stefano Firpo, direttore generale Competitività dello Sviluppo – la proiezione è di 7.500 imprese a fine 2017, quando la normativa di favore termi nerà. A q uel p unt o ci aspettiamo che il numero, tra nascite e cessazioni, resti più o meno costante». Per il ministro dello Sviluppo Federica Guidi, le misure sulle startup sono «un tassello efficace di una politica industriale alimentata da ultimo con il superammortamento al 140%, che già inizia a far vede- re i suoi frutti come dimostra il +37% delle immatricolazioni dei veicoli commerciali a novemb re». Il prossimo passo, prosegue il ministro, sarà l’avvio a gennaio della consultazione sul programma Industria 4.0.

Sistema da implementare

Appare ancora limitato l’impegno delle startup sulla proprietà intellettuale. Ma il vero punto debole è il supporto ancora scarso del venture capital. Gli investimenti in equity che hanno beneficiato degli incentivi fiscali ammontano (secondo gli ultimi dati fermi al 2013) a poco più di 28 milioni, ma ad impressionare è soprattutto il dato complessivo del mercato del venture capital italiano fermo intorno ai 40 milioni. Contendiamo alla Grecia l’ultimo posto in Europa, anche se un tentativo di riguadagnare metri è stato recentemente avviato con il fondo Invitalia Ventures da 50 milioni. Al momento co munque le startup sembrano alimentarsi soprattutto di finanziamenti bancari supportati dal Fondo di garanzia: lo hanno utilizzato 626 imprese per un totale di 255 milioni. Altre norme specifiche non hanno spostato gli equilibri. La prima fase del credito d’imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato (contratti relativi al secondo semestre 2012) ha favorito appena 12 startup per 17 dipendenti. Ancora poco nota agli stranieri la corsia facilitata per ottenere i visti speciali: 53 candidature finora di cui 35 con esito positivo. Diversi i tasselli mancanti. Nei prossimi mesi ad esempio dovrà arrivare a regime la possibilità di avviare un’azienda con firma digita le. Secondo Marco Gay, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, «sarà determinante anche portare rapidamente al traguardo il nuovo regolamento sull’equity crowdfunding attualmente in consultazione».

Pmi innovative e associazioni

Un capitolo a parte riguarda le Pmi innovative, categoria introdotta dal decreto Investment compact per consentire anche ad imprese preesistenti, ma con determina ti r equisiti inn ova t ivi , di ac c ede r e a lle agevolazioni per le startup. Dopo cinque mesi le Pmi innovative registr ate sono so lo 3 1, un dato piutto sto basso dovuto anche alla perdura nte attesa del regolamento sull’accesso al Fondo di garanzia e di quello sugli incentivi fiscali. Nel frattempo le associazioni iniziano a fare squadra per l’ecosistema startup-Pmi. Ieri anche Piccola Industria Confindustria, ItaliaStartup e Giovani agricoltori hanno aderito al portale ItalyFrontiers nato dalla collaborazione tra ministero, Unioncamere e Giovani imprenditori di Confindustria per mettere in contatto aziende e potenziali investitori. «Le imprese, anche quelle meglio strutturate – dice Alberto Baban, presidente Piccola Industria Confindustria – devono diventare sempre più attrattive e, soprattutto, più visibili per poter catalizzare importanti flussi di liquidità per la crescita».

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