Fare innovazione e non saperlo succede in Italia ma anche in Calabria

Fare innovazione e non saperlo succede in Italia ma anche in Calabria

Il Quotidiano del Sud – 20 aprile 2016

E’ un peccato che la notizia sia sfuggita al grande pubblico, ma un recente studio di Infocamere, società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane, ha rilevato con dovizia di dati come in Italia si faccia sin troppo spesso innovazione senza saperlo. E la Calabria non è da meno. Secondo la ricerca, a fronte delle 130 startup innovative calabresi che fino ad oggi sono iscritte nell’apposita sezione del registro delle imprese, ne esisterebbero almeno altre 29 che non lo hanno ancora fatto. Probabilmente perché ignorano di possederne i requisiti. Inoltre, Infocamere ha certificato la presenza in Calabria di 122 potenziali ” Piccole e Medie Imprese innovative”, l’altra categoria di aziende per le quali è stata coniata una sezione ad hoc del registro delle Camere di Commercio, e previste una serie di incentivi.

Testo email Ministero dello Sviluppo Economico alle potenziali startup innovative

Testo email Ministero dello Sviluppo Economico alle potenziali PMI innovative

Domenico Rositano – Francesco Molica

E’ un peccato che la notizia sia sfuggita al grande pubblico, ma un recente studio di Infocamere, società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane, ha rilevato con dovizia di dati come in Italia si faccia sin troppo spesso innovazione senza saperlo. E la Calabria non è da meno. Secondo la ricerca, a fronte delle 130 startup innovative calabresi che fino ad oggi sono iscritte nell’apposita sezione del registro delle imprese, ne esisterebbero almeno altre 29 che non lo hanno ancora fatto. Probabilmente perché ignorano di possederne i requisiti. In pratica queste società innovative, costituite da meno di 5 anni, con un forte orientamento allo sviluppo, e produzione e commercializzazione di prodotti oservizi ad alto valore tecnologico, innovano senza saperlo. E per conseguenza non beneficiano del peculiare mix di agevolazioni fiscali e facilitazioni burocratiche previste dalla legge. Inoltre, Infocamere ha certificato la presenza in Calabria di 122 potenziali” Piccole e Medie Imprese innovative, l’altra categoria di aziende per le quali è stata coniata una sezione ad hoc del registro delle Camere di Commercio, e previste una serie di incentivi. In Calabria, al momento, sono soltanto 3 quelle ufficialmente censite dal sistema omerale. Assistiamo quindi al curioso paradosso di una regione che innova, senza averne piena consapevolezza. Il che, comunque la si voglia vedere, rafforza la tesi formula- Fare innovazione e non saperlo ta da Filippo Veltri solo qualche giorno fa su questo Quotidiano secondo cui la nostra regione pub a buon diritto aspirare a diventare una piccola Silicon Val-ley mediterranea. In questo solco appare ancora più rilevante il sostegno del governo regionale al vivace ecosistema innovativo calabrese, nella convinzione che esso possa funzionare come un importante motore di sviluppo economico per il nostro territorio. Tra l’altro non è solo una questione di numeri e percentuali. L’exploit nazionale e internazionale di un novero sempre più ampio di startup ‘Ynade in Calabria”getta un faro sulla presenza nella nostra regione di talenti e competenze capaci di competere a livello globale. Ma c’è anche un altro aspetto essenziale che emerge con nettezza dallo studio d7nfocamere. Sembrerà banale ricordarlo, ma l’imprenditoria innovativa oggigiorno tocca in maniera trasversale tutti i settori dell’economia, anche i più tradizionali. Non si qualifica come startup solo l’azienda speciali77ata nel digitale, magari dedita alla creazione di applicazioni per smartphone. Gli innovatori del XXI-secolo sono anche l’agricoltore che utilizza droni per monitorare le proprie colture, l’artigiano che si serve di una stampante 3D per produrre le proprie opere, il pony express a emissioni zero che consegna nelle zone a traffico limitato. La cifra delle odierne tecnologie digitali sta nel loro intrinseco valore abilitante, nel fatto cioè che esse possono essere applicate con successo in tutti i comparti. L’imprenditoria innovativa si colloca più che mai nel solco di quell’economia della conoscenza privilegiata dall’Unione Europea sin dai tempi dell’Agenda di Lisbona. Per la Calabria significa che, oltre il perimetro in pieno fermento delle nostre startup e dei nostri incubatori, esiste uno spazio immenso in cui operano già molte piccole e medie imprese che innovano senza saperlo e che, con l’ausilio di politiche mirate, devono essere rese consapevoli del valore aggiunto che possono portare alla nostra economia regionale, anche in settori apparentemente distanti dal digitale come agricoltura e turismo. Il sogno di una Calabria digitale” è insomma possibile non solo continuando a coltivare le nostre brillanti startup, ma anche favorendo una contaminazione digitale”, o più in generale incoraggiando l’adozione di soluzioni orientate all’innovazione in tutto il nostro tessuto economico e imprenditoriale.

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