In arrivo il registro per rendere trasparenti le procedure di crisi

In arrivo il registro per rendere trasparenti le procedure di crisi

Sole24ore – 11 maggio 2016

Più trasparenza informativa con l’introduzione del registro delle procedure di espropriazione, di insolvenza, e degli strumenti di gestione crisi, disciplinato con l’articolo 3 del D159/2016 (in attesa di conversione), nel quadro delle disposizioni cornunitarie delineate con il nuovo regolamento 2015/848 Ue. Diverse le informazioni da pubblicare nel nuovo registro, che disporrà di due sezioni: la prima, di pubblica consultazione, sufficientemente dettagliata nel decreto; la seconda, ad accesso limitato, riservata ad alcuni specifici operatori e per la quale è necessario attendere un apposito decreto dirigenziale del ministero della Giustizia, da adottarsi entro 120 giorni dall’entrata in vigore del D159/2016, sentita Banca d’Italia.

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Claudio Ceradini

Più trasparenza informativa con l’introduzione del registro delle procedure di espropriazione, di insolvenza, e degli strumenti di gestione crisi, disciplinatoconl’articolo3del D159/2016 (in attesa di conversione), nel quadro delle disposizioni cornunitarie delineate con il nuovo regolamento 2015/848 Ue. Diverse le informazioni da pubblicare nel nuovo registro, che disporrà di due sezioni: la prima, di pubblica consultazione, sufficientemente dettagliata nel decreto; la seconda, ad accesso limitato, riservata ad alcuni specifici operatori e per la quale è necessario attendere un apposito decreto dirigenziale del ministero della Giustizia, da adottarsi entro 120 giorni dall’entrata in vigore del D159/2016, sentita Banca d’Italia. La finalità del nuovo registro appare duplice. La prima (articolo 3, comma 2), è consentire a Banca d’Italia di disporre di un panorama informativo utile a una più efficace vigilanza, ma che si aggiunge a quanto il centro studi di cui dispone già offre. La seconda finalità che nasce dalla norma è ammettere soggetti, che sino ad oggi non ne hanno beneficiato, a una serie di informazioni utili a rendere la fase esecutiva della liquidazione, ma soprattutto del risanamento, più trasparente. Oggetto di pubblicazione saranno documenti e informazioni relativi a tutto il panorama delle procedure e degli strumenti negoziali, e quindi fallimenti e concordati preventivi, accordi di ristrutturazione del debito, piani attestati di risanamento, amministrazioni straordinarie (Dlgs 270/1999) e, infine, accordi e piani del consumatore previsti per la gestione del sovraindebitamento dei soggetti non fallibili (legge3/2o11). Le regole di funzionamento, gli obblighi e i diritti di ciascuno troveranno per molta parte disciplina nel decreto dirigenziale che il ministero della Giustizia è chiamato ad adottare, ma è sin da ora chiaro che il nuovo registro rientra tra le misure che i “considerando” 76 e 77 del regolamento 2015/848 Ue richiamano, al fine di rendere più efficiente e informata la gestione delle insolvenze transfrontaliere, a beneficio sia dei creditori che dei giudici, ed evitando l’apertura di inutili procedure parallele. L’articolo 3, comma 3, lettera a) del D159/2016 disciplina la tipologia delle informazioni che devono essere pubblicate nel nuovo registro, per lo meno per la parte pubblicamente disponibile e relativa alle procedure concorsuali e di risanamento, recependo le indicazioni obbligatorie dell’articolo 24, paragrafo a regolamento 2015/848, e attingendo pienamente anche alle opzioni che il successivo paragrafo 3 offre. llregistrorecepiràquindi,daun lato gli elementi informativi di base, quali la data di apertura e la natura della procedura, la competema, il giudice assegnato, nome e natura giuridica del debitore e i termini a favore dei creditori per procedere alle insinuazioni, e dall’altro ulteriori documenti, tra quelli che le disposizioni comunitarie consentono agli Stati membri di prevedere, e costituiti da tutto quanto rappresenti «informazione rilevante in merito ai tempi e all’andamento di ciascuna procedura o strumento». È questo forse l’aspetto più significativo. Oggi,e in realtà solo dopo le modifiche apportate dal Dl 179/2011 agli articoli 33, comma 5 e 182, comma 6 della legge fallimentare, anche i creditori beneficiano delle relazioni periodiche di curatori e liquidatori, ma solo nel fallimento e nel concordato preventivo. Viceversa, la gestione del risanamento, quando affidata agli strumenti negoziali o protettivi dell’accordo e del piano attestato, non prevede alcun obbligo informativo specifico perla fase esecutiva, proprio quando per il creditore è quanto mai importante sapere se e come il piano stia procedendo. La nuova norma introduce il registro e ne qualifica i contenuti, e tuttavia non prevede in questo senso, tra le modifiche alla Legge fallimentare, nulla in più. L’iniziativa era e rimane quindi rimessa al contenuto negoziale degli accordi e agli obblighi informativi ivi inclusi, che potranno, però, prevedere anche la pubblicazione nel registro e quindi la piena firmabilità a favore dei terzi interessati.

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