Sicurezza il mercato riparte con droni e robot

Sicurezza il mercato riparte con droni e robot

Repubblica Affari&Finanza – 23 maggio 2016

La crisi ha messo in ginocchio molte aziende della vigilanza, specie le PMI. Ora la domanda riparte ma servono risorse per investire su droni, robot, sensori e piattaforme. A trainare le operazioni non ci sono, come ci si aspetterebbe, i produttori di sistemi di allarme, antincendio e videosorveglianza, ma c’è il “vecchio” piantone, quel settore dei servizi della vigilanza privata, spesso bistrattato e ancora disciplinato da un Regio Decreto del 1931, di cui si parla solo a margine delle scene del crimine: tra assalti di portavalori, rapine alle sale corse e scassi di Bancomat.

sicurezza-e-vigilanza-2011-2015_aggiornamento2

Scarica report completo

Christian Benna

Robot, droni, casseforti e valigette intelligenti, identificazioni biometriche: la rivoluzione digitale si diffonde e fa salire la febbre da acquisizioni nel mondo della sicurezza. A trainare le operazioni non ci sono, come ci si aspetterebbe, i produttori di sistemi di allarme, antincendio e videosorveglianza, ma c’è il “vecchio” piantone, quel settore dei servizi della vigilanza privata, spesso bistrattato e ancora disciplinato da un Regio Decreto del 1931, di cui si parla solo a margine delle scene del crimine: tra assalti di portavalori, rapine alle sale corse e scassi di Bancomat. Oggi i vigilantes puntano a trasformarsi in campioni della sicurezza privata integrata, avanzati tecnologicamente, e con una stazza da media e grande impresa. Per cornpiere il grande salto è scattata l’ora degli investimenti in hi-tech e delle aggregazioni in quel mondo pulviscolare che conta 1.800 aziende e 70 mila addetti. Prendiamo il caso di Battistolli di Vicenza, 160 milioni di euro di ricavi, tra i leader nel trasporto valori e specializzato anche nella vigilanza privata con la controllata Rangers. Negli ultimi 12 mesi la società veneta ha stretto due alleanze strategiche: la prima con la startup friulana CardTech per dotare il trasporto e la consegna di contante di sistemi di identificazione con l’impronta digitale, una misura che blinda a doppia mandata i portavalori. La seconda è una joint venture con un’altra startup innovativa, la milanese Nuzoo Robotics, per lo sviluppo di un robot per la sorveglianza a supporto del servizio di guardia. La novità, che potrebbe entrare sul mercato a partire da giugno, non è solo tecnologica perché l’accordo prevede anche l’avvio di una linea manifatturiera trasformando l’azienda di servizi guidata da Luigi Battistolli in piccola industria produttiva. Si tratta di un passaggio chiave per un settore che la crisi economica ha messo in ginocchio. Gli investimenti in sicurezza, da parte di aziende e privati, sono tornati a crescere negli ultimi anni ma ci vorrà ancora tempo per recuperare il terreno perduto. Nel complesso il business della sicurezza in Italia vale quasi 6 miliardi di euro, di questi 2,5 sono generati da vigilantes privati che pattugliano aziende e infrastrutture e trasportano contante. Per i “piantoni” gli ultimi anni sono stati brivido: gare al massimo ribasso (che ora la nuova legge sugli appalti dovrebbe scongiurare), costo del lavoro in salita, ripetuti attacchi in stile Far West contro i portavalori e una stretta creditizia che ha lasciato esangui molti operatori. In questo scenario, pur aumentando la richiesta di sicurezza, sotto la minaccia del terrorismo e della crescita di furti in aziende e abitazioni, il settore ha dovuto fare i conti con una profonda ristrutturazione. «L’offerta di vigilanza è costituita da oltre 1.200 player attivi (gli altri 600 sono portavalori o società inattive, ndr), dei quali 492 dichiarano un organico inferiore alle 10 unità – dice Lorenzo Manca, presidente e amministratore delegato del gruppo Sicuri-talia, 350 milioni di fatturato, 7.200 addetti e 50 mila clienti, che ha curato la security di Expo 2015 – II processo di concentrazione del settore è solo all’inizio e proseguirà in maniera crescente nei prossimi anni. Basti pensare che per oltre 700 player di mercato, il livello di indebitamento ha superato la soglia del fatturato annuo, in particolare al sud e nelle isole, dove i segnali di ripresa economica sono più lievi». A consolidare e rinnovare il settore ci hanno provato i fondi di private equity, ma il loro ingresso nelle società non ha portato risultati brillanti, anzi quasi tutti ne sono usciti scottati. Ora la palla toma alle imprese familiari, quelle più strutturate, magari alla seconda o terza generazione in azienda. «Non possiamo limitarci a fare servizi di portierato e di custodia. Quello è il passato, il futuro è realizzare una sicurezza integrata a 360 gradi con l’utilizzo delle nuove tecnologie. E poi sfruttare al massimo la forza delle nostre centrali operative per creare servizi a valore aggiunto per i clienti», dice Rosario Basile, l’avvocato e imprenditore siciliano, a capo di Biks Group, che ha rilevato lo scorso anno da 2lInvestimenti il gruppo Ivri, 240 milioni di ricavi, con l’ambizione di creare il primo polo italiano della sicurezza. «Le banche ci hanno dato fiducia per sostenere un’operazione da 65 milioni di euro sottoscrivendo un prestito in bond convertibili. Ma non ci fermiamo qui: abbiamo stretto un’alleanza con il gruppo israeliano Lotan per la protezione di siti sensibili e lo sviluppo di soluzioni di cyber security e puntiamo a crescere ancora. L’obiettivo è la Borsa entro due o tre anni». Tutti gli occhi sono puntati su Axitea, la società controllata dal fondo Stirling finita in concordato preventivo che, in attesa di un cavaliere bianco, sta provando a risollevarsi con un piano di ristrutturazione del debito. Ma i radar delle principali società sono accesi a tutto campo. Ed entro la fine dell’anno assisteremo a diverse operazioni di mercato. Intanto Sicuritalia si sta rafforzando nel Nordest. Lo scorso mese, la società lombarda ha incorporato Rovigo Controlli, che segue all’acquisizione nel triveneto di North East Services e Vigilanza Compiano. Non stanno a guardare gli altri player. Mondialpol, 200 milioni di fatturato, ha fatto shopping nelle Marche (Fitist Sicurity) e ha appena dato vita alla prima rete d’impresa del settore insieme con Coopservice e Fidelitas. In attesa del big deal, della fusione tra i grandi player, il terna della crescita porta poi diritto allo sviluppo all’estero. Dice Fabio Mura, ceo di Mondialpol Service: «Prima dobbiamo consolidarci in Italia e in futuro non escludiamo di espanderci anche oltre frontiera. Oggi si parla molto di tecnologia e anche noi cominciamo a usare i droni, e siamo stati i primi a dotare di casseforti intelligenti il settore retail, ma va detto che la sfida criminale si sta caratterizzando per colpi sempre più imponenti. I malviventi puntano ai grandi carichi di denaro, e usano armi da assalto. Le nostre guardie giurate, per legge, dispongono di mezzi inadeguati di fronte ad attacchi di questa portata. Va bene il digitale, ma ci vuole anche la forza di una difesa appropriata.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...