L’allarme azzardo: nei sei anni di crisi il business delle slot si moltiplica per 14

L’allarme azzardo: nei sei anni di crisi il business delle slot si moltiplica per 14

Il Giorno, Milano – 3 giugno 2016

In sei anni di crisi, il settore delle slot machine ha moltiplicato di 14 volte le sue dimensioni. E a trainare questa crescita è proprio la Lombardia. Se a fine 2009 le imprese che gestivano le macchinette mangiasoldi, diffuse nelle sale da gioco ma presenti anche in molte tabaccherie o bar, erano 128, alla fine del 2015 sono diventate 1.776. Lo rivela una ricerca di «Unioncamere» su dati di «Infocamere», un dossier che fotografa il boom del business della disperazione.

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Alla fine del 2009, le imprese del settore erano ancora del tutto assenti in 52 province italiane su 104. Alla fine dello scorso anno, la situazione è totalmente cambiata e nessuna provincia riporta uno “zero” nella casella delle imprese registrate con questa attività: in gero tecnico, per chi fosse curioso, si chiamano «Gestori di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone». Esaminando i dati in dettaglio, risulta che sono le grandi città come Roma (148), Napoli (106), Milano (87) e Torino (66) a guidare la graduatoria.  Già, il capoluogo lombardo è al terzo posto. A seguire si affacciano città medio-grandi del Nord come Brescia (56), Verona (45) e Bergamo (35). Oltre a Napoli, due sole province del Sud si fanno spazio nella top-ten: Salerno (44) e Bari (27). A livello regionale, la classifica dei primi tre posti per parco di slot-macchine funzionanti si ribalta vedendo al vertice la Lombardia (291 imprese), seguita dalla Campania (210) e dal Lazio (202). La crescita più marcata nel periodo considerato (più 42 volte) si registra in Emilia-Romagna, dove le imprese del settore sono passate da 3 a 125 in sei anni. A seguire la Sicilia, dove oggi i gestori di slot-machine sono 26 volte più numerosi rispetto al 2009 e il Friuli-Venezia Giulia (più 24 volte). Dall’analisi dei bilanci relativi a12014 depositati dalle società di capitali operanti in questo settore (436 società, in pratica un quarto degli operatori), si evidenzia infine una fortissima concentrazione di questo mercato nelle mani di pochi operatori: 1’81% del fatturato delle società analizzate (1,2 miliardi di euro) fa infatti riferimento ai primi 7 operatori. L’ammontare complessivo del giro d’affari dello slot-machine e delle videolottery si aggiraattorno a155% del totale del gioco legale, che nel 2015 ha raggiunto i 90 miliardi di euro. E la Lombardia si prende un altro primato: nel 2015 è stata la regione nella quale si è vinto di più se si considera l’intero settore dei giochi, per l’esattezza si sono vinti 10,9 miliardi di euro contro i 10,7 miliardi dei 2014. La spesa reale dei lombardi è passata da 3 a 3,1 miliardi, il 19,4% del totale nazionale, secondo l’elaborazione fatta da Agipronews sui dati pubblicati nel Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

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