Sistri, contributo in scadenza

Sistri, contributo in scadenza

Italia Oggi – 18 aprile 2017

Enti e imprese iscritte al sistema di tracciamento telematico dei rifiuti (meglio noto come Sistri) chiamati a pagare entro il prossimo 2 maggio 2017 l’annuale contributo previsto per la copertura degli oneri di costituzione e funzionamento.

 

Vincenzo Dragani

Enti e imprese iscritte al sistema di tracciamento telematico dei rifiuti (meglio noto come Sistri) chiamati a pagare entro il prossimo 2 maggio 2017 l’annuale contributo previsto per la copertura degli oneri di costituzione e funzionamento.

Il contributo Sistri.

In base al nuovo regolamento sul funzionamento del Sistri (dm Ambiente 78/2016) come al vecchio (dm 52/2011) ciascun operatore iscritto al sistema di tracciabilità telematica dei rifiuti deve pagare annualmente un contributo, la prima volta all’atto di adesione, poi entro il 30 giugno delle successive stagioni. L’adempimento riguarda sia i soggetti obbligati ad iscriversi al Sistri che quelli che vi aderiscono in via facoltativa. Ad individuare l’entità del contributo concorrono (in base all’attività svolta) tipologie, quantitativi di rifiuti prodotti e/o gestiti, unità operative impiegate. Coincidendo per l’anno in corso sia il termine finale del 30 aprile sia il successivo 1 maggio con giorni festivi, la scadenza in parola è postergata (ex articolo 155 c.p.c.) al successivo 2 maggio 2017. Una limatura del suddetto contributo, si ricorda, è prevista dal citato Ambiente 78/2016, laddove all’articolo 2 si affida ad atti non regolamentari del Minambiente (ad oggi ancora non adottati) anche la riduzione degli esborsi dovuti da soggetti che pur non essendo obbligati al Sistri vi aderiscono volontariamente.

L’obbligo d’iscrizione.

Dal punto di vista soggettivo, in base al dlgs 152/2006 e provvedimenti satellite sono obbligati ad aderire al Sistri (e di conseguenza al pagamento del relativo contributo): – enti/imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con più di dieci dipendenti appartenenti ai settori demolizione/costruzione/scavo, industriale, artigianale, commerciale, di servizio, sanitario, agricoltura/pesca non conferenti a circuiti organizzati di raccolta, benessere (Ateco 96.02.01, 96.02.02, 96.09.02) non aderenti a semplificazioni ex legge 221/2015; – enti/imprese produttori iniziali di speciali pericolosi che effettuano stoccaggio dei rifiuti generati, indifferentemente dal numero di dipendenti; – trasportatori professionali di rifiuti speciali pericolosi, compresi vettori esteri che operano su territorio nazionale; – trasportatori di rifiuti pericolosi da loro prodotti iscritti ad Albo gestori in categoria 5, o 2-bis e già obbligati al Sistri quali produttori; – operatori del trasporto intermodale di rifiuti; – gestori di rifiuti pericolosi, urbani e speciali; – nuovi produttori di rifiuti pericolosi; – qualora ubicati nella regione Campania, Comuni, imprese di raccolta, trasporto, recupero e/o smaltimento rifiuti urbani, centri di raccolta comunali/ intercomunali. Dal punto di vista temporale, l’iscrizione al Sistri deve essere effettuata (ex articolo 6, dm 78/2016): prima di dare avvio alle attività, o comunque al verificarsi dei presupposti per i quali la disciplina in materia dispone l’obbligo di iscrizione; (ex articolo 188-ter, comma 10, digs 152/2006) in caso di produzione accidentale di rifiuti pericolosi, entro tre giorni lavorativi dall’accertamento della pericolosità degli stessi.

Le sanzioni.

Mancata iscrizione al Sistri ed omesso pagamento dei contributi, ove esigibili, sono puniti dall’articolo 260-bis del digs 152/2006 con sanzioni amministrative fino a 93 mila euro, cui si aggiunge la sospensione immediata del servizio per la seconda delle due fattispecie. L’importo di dette sanzioni è tuttavia soggetto, in base al dl 244/2016 («Milleproroghe»), a una riduzione del 50% «Fino alla data del subentro nella gestione del servizio (…) e comunque non oltre il 31 dicembre 2017».

Il pieno regime Sistri.

Le diverse sanzioni ex dlgs 152/2006 per l’omesso o erroneo tracciamento Sistri dei rifiuti scatteranno invece, in base alla parallela disposizione prevista dallo stesso dl 244/2016 solo allo spirare del più vicino tra i due citati termini, dunque dal subentro del nuovo Gestore Sistri o comunque dal 1 gennaio 2018. Fino a quel momento gli operatori Sistri dovranno comunque continuare ad effettuare (in base alla stessa disciplina transitoria) anche il tracciamento tradizionale dei rifiuti ex medesimo dlgs 152/2006 (nella sua formulazione «pre Sistri», ossia precedente alle modifiche introdotte dal dlgs 205/2010).

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