L’innovazione è il principale motore di aggregazione

L’innovazione è il principale motore di aggregazione

RetImpresa, InfoCamere e Università Ca’ Foscari presentano il primo Rapporto dell’Osservatorio sulle Reti d’impresa

Roma, 18 dicembre 2019 – Migliorare la competitività e accrescere la capacità innovativa senza rinunciare all’autonomia gestionale e strategica. Questa la ricetta alla base del successo dei Contratti di Rete fotografata dall’Osservatorio Nazionale sulle Reti d’Impresa – realizzato da InfoCamere, RetImpresa e Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari – in occasione del decimo anniversario dall’introduzione del contratto di rete sullo scenario normativo italiano.  Leggi il comunicato completo 

 

 

Così le micro imprese superano la prova dell’innovazione

Così le micro imprese superano la prova dell’innovazione

Paolo Ghezzi, Direttore Generale di InfoCamere 

Il 2019 ha registrato un piccolo, ma importante, passo in avanti nel percorso della nostra società verso la dimensione digitale. Piccolo, perché di strada da fare ne resta molta. Importante perché ha interessato concretamente milioni di italiani sui due versanti delle imprese e della Pubblica amministrazione (Pa). E’ andato infatti a regime l’obbligo della fatturazione elettronica anche tra privati, un esempio di innovazione digitale che, partendo dalla Pubblica amministrazione, ha positivamente contagiato il mondo delle imprese, coinvolgendole tutte, dalle grandi e medie — poche migliaia, in Italia — alle piccole e piccolissime, oltre il 95% su 6 milioni.

Quattro anni fa, l’obbligo era solo per le fatture dirette alla Pa, e aveva portato i primi benefici importanti in termini di efficienza. Da quest’anno, le ricadute positive si sono riversate anche sul bilancio pubblico, per il contributo che questo nuovo strumento può garantire all’effetto-recupero dell’evasione fiscale. Ma accanto a questi risultati, il dividendo forse più significativo e duraturo — anche grazie all’iniziativa delle Camere di commercio che hanno sviluppato un servizio di base semplice e totalmente gratuito — è stato quello di provare a portare a bordo i tantissimi cittadini-imprenditori, oltre tre milioni, che rischiano di essere confinati ai margini dell’innovazione digitale. In questo caso, il legislatore ha saputo giocare un ruolo di traino per favorire l’adozione di strumenti digitali capaci di ridurre il gap che ancora penalizza l’Italia nei confronti del resto del mondo. Lo ha fatto con intelligenza, sfruttando una leva — come la normativa sulla fatturazione elettronica — in cui, una volta tanto, l’Europa ci considera all’avanguardia e un esempio da imitare. L’Italia, al momento, insieme al Portogallo, è infatti uno dei pochi Paesi europei ad avere introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica per operazioni tra privati. Molte imprese hanno risposto a questo obbligo con la logica di assecondare l’ennesimo adempimento, più che di cogliere un’opportunità. Ciononostante, superata la prima fase, la digitalizzazione delle fatture sta mostrando a molte imprese, anche alle più piccole, le opportunità dell’economia 4.0, avviando un percorso di trasformazione digitale nelle prassi e abitudini quotidiane. Prima fra tutte l’eliminazione di molta della carta che ancora oggi continua a opprimere le aziende, rallentandone l’attività e sottraendo risorse preziose.

Sulla base di questi presupposti è stato progettato ed è operativo il servizio gratuito fatturaelettronica.infocamere. it. Gestito da InfoCamere, è modulato in particolare sulle esigenze delle Pmi. Non è richiesta l’installazione di alcun software, ed è accessibile in modo sicuro, e a norma di legge, con Spid o Cns. Per facilitare al massimo l’avvicinamento a questa innovazione, grandissima attenzione è stata rivolta nell’offrire una user experience ritagliata sulla figura del piccolo imprenditore, e prestando attenzione alle indicazioni delle imprese raccolte dai canali dell’assistenza e dalla rete delle Camere di commercio. Il portale aiuta gli imprenditori a rispettare l’adempimento con estrema facilità e con la sicurezza di essere guidati in tutti i passaggi previsti dalla norma, come la firma digitale online obbligatoria per l’invio di fatture verso la Pa, un sistema integrato per importare o esportare facilmente le fatture a terzi — ad esempio il proprio commercialista — o la predisposizione automatica dei calcoli, un valido aiuto per le imprese, anche le meno digitalizzate, per ridurre gli scarti da parte del Sistema di interscambio (Sdi), che potrebbero incidere negativamente sulla operatività imprenditoriale. E poiché ormai lo smartphone è il compagno fidato di ognuno di noi, le fatture inviate e ricevute sono anche visibili e gestibili in mobilità all’interno del cassetto digitale dell’imprenditore, impresa.italia.it.

L’innovazione non riesce a dispiegare i suoi effetti positivi se non è inclusiva. L’Agenda digitale europea individua nella fatturazione elettronica un’importante leva per la crescita del Prodotto interno lordo che può arrivare a valere due punti percentuali all’anno. Il digitale è ormai una dimensione usuale della competitività, un’idea che i nostri giovani hanno già fatta propria, e che va sostenuta fin dai banchi di scuola e nelle università. In questo scenario, il sistema camerale è impegnato, ogni giorno, a dare un contributo concreto per favorire quella contaminazione di idee e comportamenti quotidiani indispensabile per far lievitare una cultura digitale in cui tutti possano sentirsi protagonisti.

 

Intervento apparso sul numero di Novembre 2019 della rivista Formiche 

 

 

Tutti gli ostacoli per una PA digitale

Tutti gli ostacoli per una PA digitale

Paolo Ghezzi, Direttore Generale di InfoCamere 

È un obiettivo da far tremare i polsi, ma il suo raggiungimento – o anche la sua approssimazione – può rappresentare una delle chiavi di volta per trasformare radicalmente il nostro Paese e contribuire a progettare interventi per migliorare la qualità della vita di cittadini e imprese. La razionalizzazione delle migliaia di data center della Pubblica amministrazione centrale e locale (prevista dal piano triennale per l’informatica nella PA 2019-2021) contiene in sé un potenziale enorme per attivare quei processi di semplificazione ed efficientamento della nostra società che ognuno attende dal digitale e che in pochi, ancora, percepiscono nel proprio vivere quotidiano.

Eppure, come a volte  accade, ciò che a prima vista sembra impossibile a un certo punto diventa inevitabile. Nella scalata verso una vetta  sfidante, prima o poi arriva il momento che impone la scelta tra l’andare avanti o rinunciare. Nel caso dell’innovazione digitale, una leva per fare il salto è la capacità di immaginazione nella lettura della realtà, per decidere di superarla grazie a un connubio virtuoso tra pragmatismo e visione del futuro. Esercizio difficile, ma non impossibile se – come nell’esperienza del sistema delle Camere di Commercio – a prevalere è la propensione che mette al centro della missione della PA l’offerta a cittadini e imprese di servizi evoluti ed efficienti.

Attraverso il Registro delle imprese, le Camere di commercio garantiscono ogni giorno il trattamento e la diffusione di milioni di informazioni pubbliche a valore legale su tutte le imprese che operano nel nostro Paese. Per farlo, da oltre quarant’anni alimentano un’unica struttura informatica e telematica – realizzata e gestita da InfoCamere – che, in modo virtuale, collega tra loro gli asset digitali di ogni Camera, rendendoli accessibili online a chiunque in Italia e nel mondo.

Di fronte all’opportunità per le imprese – grazie alle nuove tecnologie – di ricercare valore attingendo ai dati pubblici, il mondo camerale fece una scelta lungimirante e condivisa: mettere insieme know how e visione per gestire in modo più efficiente i dati di tutti, salvaguardando l’autonomia di ciascun ente e liberando risorse per offrire un servizio migliore alle imprese e al territorio. Il risultato è un benchmark internazionale, oggi osservato in Europa e nel mondo, a basso impatto ambientale ed elevati standard operativi. Una delle infrastrutture digitali avanzate su cui il Paese può contare nella corsa a colmare il gap che ci penalizza rispetto ai nostri principali competitor.

 

 

Se ieri gli strumenti erano i grandi mainframe e le prime Reti telematiche fisiche, oggi la sfida si gioca sulle server farm virtuali e il cloud computing, passando per l’intelligenza artificiale. Ma gli ostacoli sono sempre gli stessi: la frammentazione delle competenze unita a una diffusa diffidenza per i pro- cessi di innovazione che hanno stravolto i paradigmi dell’ICT (con l’esplosione di temi quali le minacce alla privacy, la diffusione delle fake news, i rischi del cyber-crime). Temi fondamentali ma che – proprio per la loro natura – vanno affrontati in modo sistemico e non isolatamente da ogni singola PA, con conseguenti moltiplicazioni di costi e ridondanza dei servizi, senza benefici per la società e il sistema produttivo.

L’esperienza consolidata delle Camere di commercio, sviluppata nel corso di oltre 40 anni di storia, conferma la valenza di questo approccio; l’infrastruttura realizzata da InfoCamere consente al sistema camerale di collaborare  in modo efficiente con le altre PA (Agenzia delle entrate, Inps, Inail, Comuni, Università) e di aprirsi ai soggetti del mercato dell’informazione economica in modo trasparente, realizzando le condizioni propedeutiche allo sviluppo di servizi integrati e interoperabili, in grado di stimolare la generazione di valore a partire dal dato pubblico.

L’impatto di una PA digitale, che riesce a coniugare efficienza, sicurezza, standard di servizio può essere enorme e  per questo richiede una pari capacità di visione e di guida di questi processi. L’obiettivo ultimo è far crescere la capacità di istituzioni e mercato di leggere in modo sempre più accurato i fenomeni che attraversano la società e l’economia, sostenendo al contempo un percorso virtuoso di crescita digitale delle PA centrali e locali. È il momento di mettere a sistema  i migliori risultati raggiunti finora perché tutti possano condividere i frutti di una PA digitale matura.

 


 

InfoCamere è la società delle Camere di Commercio italiane per i servizi digitali e l’innovazione. Per conto del Sistema Camerale ha realizzato e gestisce il Registro Imprese (riconosciuto dall’AGID banca dati di interesse nazionale) e tutte le banche dati delle Camere di Commercio.

  • Il Data Center di Padova è un vero e proprio Cloud in ambiente open di ultima generazione, tutti servizi della Server Farm di Padova sono erogati in architettura logica e fisica in alta affidabilità e continuità operativa.
  • Il Data Center è protetto con architetture di Continuous Availability e Disaster Recovery. Circa 100.000 controlli al giorno in un ambiente a forte automazione garantiscono 100 milioni di operazioni e ad ogni sito sono dedicate linee in fibra ottica Gigabit Ethernet ad alta affidabilità con doppio operatore.
  • La sicurezza fisica e logica dei siti è garantita da un presidio 24 ore su 24 con controlli perimetrali TVCC. Gli accessi sono controllati con lettori badge e dispositivi biometrici. Oltre 5.000 sensori per il controllo dei parametri fisici: temperatura, umidità, anti-intrusione, anti-incendio, stato alimentazione-condizionamento.
  • I Sistemi di protezione e conservazione dei dati sono conformi ai requisiti della Certificazione ISO/IEC 27001.
  • Efficienza, affidabilità e sostenibilità sono le direttrici che guidano lo sviluppo di tutte le attività di InfoCamere. Ne sono testimonianza diretta la certificazione ambientale ISO 14001/2015 e l’iscrizione al registro EMAS per le sedi di Padova, Roma e Milano.
  • Particolare attenzione anche alla cura ed al dialogo con il territorio con la realizzazione sulle facciate della sede di Padova di opere degli Street Artists Joyce ed AlessioB utilizzando anche innovative vernici ad alto potere di assorbimento di CO2.
  • Gli interventi “green” di innovazione tecnologica, quali Isole ad Alta Densità a corridoio caldo, impianto fotovoltaico di oltre 1.000 mq e gruppi frigo in free cooling ad altissima efficienza, consentono di ridurre i consumi abbattendo l’impatto sull’ambiente per l’equivalente di oltre 198 tonnellate di CO2 annui.

 

Intervento apparso sul numero di Ottobre 2019 della rivista Formiche