27mila imprese in più nel 2019 (+0,4%), ma è il saldo minore degli ultimi 5 anni

27mila imprese in più nel 2019 (+0,4%), ma è il saldo minore degli ultimi 5 anni

In crescita aperture e chiusure. Più imprese nei servizi, ancora in contrazione commercio, agricoltura e manifattura. Rallenta la crisi dell’artigianato. Il saldo però resta in rosso.
Roma, 28 gennaio 2020 – Sono 353.052 le imprese nate nel 2019, circa 5mila in più rispetto all’anno precedente. A fronte di queste, però, 326.423 hanno chiuso i battenti nello stesso periodo, 10mila in più rispetto al 2018. Il risultato di queste due dinamiche ha consegnato, a fine anno, un saldo tra entrate e uscite positivo per 26.629 imprese, il saldo minore degli ultimi 5 anni. A fine dicembre 2019, quindi, lo stock complessivo delle imprese esistenti ammontava a 6.091.971 unità. Leggi il comunicato completo

L’innovazione è il principale motore di aggregazione

L’innovazione è il principale motore di aggregazione

RetImpresa, InfoCamere e Università Ca’ Foscari presentano il primo Rapporto dell’Osservatorio sulle Reti d’impresa

Roma, 18 dicembre 2019 – Migliorare la competitività e accrescere la capacità innovativa senza rinunciare all’autonomia gestionale e strategica. Questa la ricetta alla base del successo dei Contratti di Rete fotografata dall’Osservatorio Nazionale sulle Reti d’Impresa – realizzato da InfoCamere, RetImpresa e Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari – in occasione del decimo anniversario dall’introduzione del contratto di rete sullo scenario normativo italiano.  Leggi il comunicato completo 

 

 

Così le micro imprese superano la prova dell’innovazione

Così le micro imprese superano la prova dell’innovazione

Paolo Ghezzi, Direttore Generale di InfoCamere 

Il 2019 ha registrato un piccolo, ma importante, passo in avanti nel percorso della nostra società verso la dimensione digitale. Piccolo, perché di strada da fare ne resta molta. Importante perché ha interessato concretamente milioni di italiani sui due versanti delle imprese e della Pubblica amministrazione (Pa). E’ andato infatti a regime l’obbligo della fatturazione elettronica anche tra privati, un esempio di innovazione digitale che, partendo dalla Pubblica amministrazione, ha positivamente contagiato il mondo delle imprese, coinvolgendole tutte, dalle grandi e medie — poche migliaia, in Italia — alle piccole e piccolissime, oltre il 95% su 6 milioni.

Quattro anni fa, l’obbligo era solo per le fatture dirette alla Pa, e aveva portato i primi benefici importanti in termini di efficienza. Da quest’anno, le ricadute positive si sono riversate anche sul bilancio pubblico, per il contributo che questo nuovo strumento può garantire all’effetto-recupero dell’evasione fiscale. Ma accanto a questi risultati, il dividendo forse più significativo e duraturo — anche grazie all’iniziativa delle Camere di commercio che hanno sviluppato un servizio di base semplice e totalmente gratuito — è stato quello di provare a portare a bordo i tantissimi cittadini-imprenditori, oltre tre milioni, che rischiano di essere confinati ai margini dell’innovazione digitale. In questo caso, il legislatore ha saputo giocare un ruolo di traino per favorire l’adozione di strumenti digitali capaci di ridurre il gap che ancora penalizza l’Italia nei confronti del resto del mondo. Lo ha fatto con intelligenza, sfruttando una leva — come la normativa sulla fatturazione elettronica — in cui, una volta tanto, l’Europa ci considera all’avanguardia e un esempio da imitare. L’Italia, al momento, insieme al Portogallo, è infatti uno dei pochi Paesi europei ad avere introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica per operazioni tra privati. Molte imprese hanno risposto a questo obbligo con la logica di assecondare l’ennesimo adempimento, più che di cogliere un’opportunità. Ciononostante, superata la prima fase, la digitalizzazione delle fatture sta mostrando a molte imprese, anche alle più piccole, le opportunità dell’economia 4.0, avviando un percorso di trasformazione digitale nelle prassi e abitudini quotidiane. Prima fra tutte l’eliminazione di molta della carta che ancora oggi continua a opprimere le aziende, rallentandone l’attività e sottraendo risorse preziose.

Sulla base di questi presupposti è stato progettato ed è operativo il servizio gratuito fatturaelettronica.infocamere. it. Gestito da InfoCamere, è modulato in particolare sulle esigenze delle Pmi. Non è richiesta l’installazione di alcun software, ed è accessibile in modo sicuro, e a norma di legge, con Spid o Cns. Per facilitare al massimo l’avvicinamento a questa innovazione, grandissima attenzione è stata rivolta nell’offrire una user experience ritagliata sulla figura del piccolo imprenditore, e prestando attenzione alle indicazioni delle imprese raccolte dai canali dell’assistenza e dalla rete delle Camere di commercio. Il portale aiuta gli imprenditori a rispettare l’adempimento con estrema facilità e con la sicurezza di essere guidati in tutti i passaggi previsti dalla norma, come la firma digitale online obbligatoria per l’invio di fatture verso la Pa, un sistema integrato per importare o esportare facilmente le fatture a terzi — ad esempio il proprio commercialista — o la predisposizione automatica dei calcoli, un valido aiuto per le imprese, anche le meno digitalizzate, per ridurre gli scarti da parte del Sistema di interscambio (Sdi), che potrebbero incidere negativamente sulla operatività imprenditoriale. E poiché ormai lo smartphone è il compagno fidato di ognuno di noi, le fatture inviate e ricevute sono anche visibili e gestibili in mobilità all’interno del cassetto digitale dell’imprenditore, impresa.italia.it.

L’innovazione non riesce a dispiegare i suoi effetti positivi se non è inclusiva. L’Agenda digitale europea individua nella fatturazione elettronica un’importante leva per la crescita del Prodotto interno lordo che può arrivare a valere due punti percentuali all’anno. Il digitale è ormai una dimensione usuale della competitività, un’idea che i nostri giovani hanno già fatta propria, e che va sostenuta fin dai banchi di scuola e nelle università. In questo scenario, il sistema camerale è impegnato, ogni giorno, a dare un contributo concreto per favorire quella contaminazione di idee e comportamenti quotidiani indispensabile per far lievitare una cultura digitale in cui tutti possano sentirsi protagonisti.

 

Intervento apparso sul numero di Novembre 2019 della rivista Formiche